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lunedì 26 settembre 2016

RECENSIONE | Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Ciao a tutti!! 
Finalmente recensisco il libro letto durante le vacanze estive. L'avevo scelto per la sua brevità e per il fatto che Luis Sepúlveda fosse una sorta di colonna portante della letteratura internazionale, di cui io non avevo ancora letto nulla! 

La lettura è stata più che azzeccata per queste vacanze e la cosa mi ha sorpresa davvero tanto perché non credevo sarebbe stato così. La causa erano i pregiudizi che avevo a proposito dell'autore: infondati! 
Il libro, come già molte di voi mi avevano anticipato, è stato davvero fantastico, l'ho adorato fin da subito! 
Quindi, benvenuta a me nel club dei fans di Sepúlveda! 



Il vecchio che leggeva romanzi d'amore di Luis Sepúlveda edito da Guanda nel 1993 Tirolo originale: Un viejo que leía novelas de amor [1989] traduzione di Ilide Carmignani Genere: Narrativa cilena Pagine: 132 letto in formato cartaceo


Il vecchio Antonio José Bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Antonio vi è approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un'esperienza - finita male - di colono bianco e alcuni romanzi d'amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall'aver vissuto "dentro" la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos saprà mai capire.




Ho un debole per gli autori in lingua spagnola, in particolare amo Isabel Allende, anche lei cilena come Sepúlveda. Credo di poter generalizzare dicendo che questi scrittori (e secondo me anche i registi, come Almodovar) mettono nelle loro opere tanta ma tanta tanta passione. E questa stessa passione l'ho ritrovata anche in questo libro, pur non raccontando una storia di chissà quale entità a livello d'intreccio.

Antonio José Bolívar Proaño è uno degli uomini più anziani e più autorevoli di El Idillio (Sud America). 
È lui il vecchio che legge romanzi d'amore e che si emoziona grazie alla passione che ritrova nei libri che gli vengono recapitati dal dentista dalla città di El Dorado. 
La sua vita, invece, è stata da sempre priva di quell'ardore che tanto ricerca nelle storie d'amore, e il suo racconto narrato senza alcun tipo di emozione ce lo conferma. Il matrimonio breve e sterile per la prematura morte della moglie, l'isolamento dalla civiltà, la povertà e la vecchiaia solitaria sono solo il contorno alla vita che Bolívar vuole davvero vivere: quella nella foresta insieme agli shuar, tribù di indios che anni prima gli insegnarono come sopravvivere nella natura selvaggia. 
L'esperienza maturata con loro gli vale la nomina di grande esperto di tigrillo, un feroce felino della foresta pluviale che fa strage di uomini. Bolívar è l'unico in grado di fermare la sua furia omicida e per questo il sindaco di El Idillio lo manda alla ricerca dell'animale. Ma questa sua grande saggezza è anche il solo motivo per cui il sindaco vuole sbarazzarsi di lui mandandolo verso morte certa.


Antonio José Bolívar Proaño non pensò mai alla parola libertà, ma la godeva a suo piacimento nella foresta. Per quanto cercasse di far rivivere il suo progetto di odio, continuava a sentirsi bene in quel mondo, 
finché pian piano dimenticò, sedotto da quei luoghi 
senza confini né padroni.


Il punto principale del romanzo è la ricerca del tigrillo, ma grazie ai numerosi flashback veniamo a conoscenza della vita e delle riflessioni di Antonio Bolívar. Pensieri scaturiti dalla mente dell'autore, un uomo onesto, coraggioso, intenso ma semplice.

Il ritmo del libro è lento, flemmatico, perché segue il logico fluire dei pensieri del vecchio, ormai stanco di vivere. Ciò nonostante, Antonio Bolívar sembra un personaggio eterno, al limite della nostra realtà. Il romanzo in sé mi ha dato l'impressione di raccontare una favola con tanto di morale finale.

Il racconto del vecchio è descrittivo e posato, infatti, come vi dicevo prima, pochissime emozioni scaturiscono dalle sue parole. 
La profondità della narrazione raggiunge il suo apice con la caccia all'animale pericoloso. Uccidere il tigrillo è questione di vita o di morte per il villaggio e i suoi abitanti, ma uccidere una madre furiosa per la morte dei suoi cuccioli, per mano dell'uomo, è quanto di più vicino c'è a raffigurare la crudeltà umana. 
Questo è ciò che pensa il vecchio, ma deve scegliere se uccidere o essere ucciso.

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore è un libro che mi ha appassionata ed estasiata. Non sapevo cosa aspettarmi da questa lettura. Alla fine ho scoperto un capolavoro che mi ha insegnato che bisogna ricercare la propria libertà, ovunque sia, e che è possibile ritrovarla nei libri quando non siamo più in grado di raggiungerla.


Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l'antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia. Sapeva leggere. 
Ma non aveva niente da leggere.




13 commenti:

  1. Ciao! Benevenuta nel club allora...anche io ne faccio parte!
    Questo è stato il primo di libro di Sepulveda che ho letto, a cui sono seguiti a ruota tutti gli altri. Li ho amati tutti, Sepulveda riesce a trafiggere l'anima con tre parole scarne. Come i più grandi.

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    1. Allora devo leggere altri suoi libri anche io!
      Sì, ha davvero una capacità innata come scrittore. Non credevo esistessero autori simili! Ma come cavolo ho fatto fino adesso a non leggerlo?!

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  2. Ciao Nik:), già per il ritmo lento so per certo che questo libro non farà per me xD. Sono contenta che ti sia piaciuto^^

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    1. Ciao Nicky!! Allora è questo che facciamo noi due? ci sconsigliamo i libri!?!!? Ahahahah Bè è un sodalizio perfetto, almeno non perdiamo tempo con letture che non fanno per noi:):)

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    2. Hahahaah beh dai, almeno il nome lo condividiamo in parte xD

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  3. Ahhh Sepulveda, grande autore e grandissima Isabel Allende che adoro e di cui non mi sono persa un singolo romanzo fino ad ora, una delle mie preferite! Grande Isabel, grande sepulveda e grandissima Nik, una recensione bellissima, complimenti! Non sapevo che condividessimo l'amore per i libri di Isabel, che bella scoperta <3 <3

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    1. Ciao Ely!!
      Hai letto tutto della Allende??Ma è fantastico! A me manca l'ultimo suo romanzo ma mi manca poco anche per leggerlo:)
      Non avevo trovato ancora nessuno che amasse Isabel come me e adesso trovo te!!Io vado pazza per le sue storie femminili travagliate!Che scrittrice!!

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  4. Ciao Nik,
    anche a me piace molto Isabel Allende anche se non ho letto tutti i suoi libri. Di questo autore ne ho sentito tanto parlare, ma non mi sono mai avvicinata, adesso però dopo la tua recensione mi ha fatto molto incuriosire.

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    1. Ciao Susy,
      allora non ero l'unica a non averlo mai letto?
      Bè da ex peccatrice, posso dirti che mi sono pentita di aver passato tutti questi anni da lettrice senza mai un libro di Sepulveda!!:)

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  5. Ciao Nik, ho letto un paio di libri di Sepulveda e mi sono piaciuti molto, questo non l'ho letto ma lo vorrei fare... in un futuro magari non poi così lontano :-)

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    1. Brava Ariel, credo faresti proprio bene a leggerlo prima o poi..
      Io tantissimi anni fa ho letto Storia di una Gabbianella ma chi se lo ricorda più, non mi ricordavo neanche che fosse di questo autore:)

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  6. Ciao Nik! sembra piiuttosto interessante come libro.
    Di Sepulveda non ho mai letto nulla, ma me l'avevano consigliato!
    Prenderò nota! :)

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    1. Ciao Jasmine!!!
      è un autore di un certo spessore nonostante le sue storie siano molto semplici. Secondo me potrebbe piacerti qualcosa:)

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