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domenica 25 giugno 2017

WRITERS GENERATION 2.0 | Presentazione Scrittori Emergenti

Buon domenica carissimi lettori!!
Deve continuare ancora per molto questa afa? Per carità, io amo l'estate e il caldo ma stare in una città senza mare e in un appartamento senza condizionatore, né ventilatore, è una tortura bella e buona!! Poi, dobbiamo anche metterci il fatto che con il cane vuoi o non vuoi devi uscire per forza minimo 3 volte al giorno solo per lui?? E vederlo boccheggiare e non poter far niente per migliorargli la vita da cani che conduce in questi giorni? Ah, e poi volete anche sapere che mi sono tolta una cisti dal viso e non posso bagnarlo con l'acqua!!!! Fantastico no?! Dai, parliamo di libri che è meglio!

Oggi voglio segnalarvi un libro davvero interessante e gustoso, il cui genere non aveva ancora fatto la sua comparsa qui su Gli Alberi! La colpa è mia ovviamente: tra tutti i generi citati nella presentazione dedicata agli autori emergenti non avevo proprio preso in considerazione i libri di cucina!! E chi l'ha detto che un blog "letterario" non possa occuparsi anche di questa materia?? Ho quindi accettato di buon grado di presentare il libro di Cappello di Meringa (mmmm...che bel nome)!!




Chi di voi cucina? Chi di voi è goloso? Chi di voi legge anche libri di ricette? 
Sono davvero contenta di presentarvi un'autrice emergente che ci mette 
tutti d'accordo col suo libro di pasticceria fai-da-te!

Più di 100 ricette di pasticceria casalinga 
Cappello di Meringa



Pubblicato in Self-publishing
Prezzo: Ebook 1.99 € // Cartaceo 15.00 €
Genere: Manuale// Ricettario di cucina
Pagine: 146 


Il volume raccoglie oltre 100 ricette di dolci casalinghi, infarcite con un po' di curiosità su ingredienti e procedimenti, consigli da "pasticcera fai-da-te" e qualche aneddoto personale.

È un libro semplice, adatto soprattutto per i principianti e, in generale, per chi vuol mettere le mani in pasta senza troppi pensieri.

Per le preparazioni non c'è bisogno di avere una gran manualità e non servono attrezzature professionali; si usano solo ingredienti di facile reperibilità, spesso prodotti tipici italiani come le mele, le nocciole e il mascarpone.

Il ricettario è utile anche per l'estate! Infatti, non ci sono solo dolci da forno, ma anche macedonie, semifreddi e un intero capitolo dedicato alle coppe gelato con le idee per assemblare a casa propria coppe golose come quelle delle gelaterie.

Il libro è stampato in formato A4 su carta giallina, così da renderlo un quaderno di ricette un po' rustico.
Per salvaguardare il nostro habitat il testo è stato interamente stampato su carta certificata FSC, cioè una carta prodotta in modo eco-sostenibile e definita da Greenpeace "amica delle foreste".


Ecco alcune ricette che potrete trovare nel libro: 

DESSERT DI KIWI E BANANE

IL BUDINO DELLA NONNA 
SEMIFREDDO AL COCCO 
TORTA ALLA VANIGLIA CON LE MELE 
TORTA DI CIOCCOLATO BIANCO E RIBES 
TORTA DI NOCCIOLE 
TORTA DI PATATE E CACAO 
CROSTATA DI RISO 
DOLCE DI SAN MARTINO 
PANINI DOLCI AL LATTE
FIORI DI ZUCCHINO FRITTI 
CREPES DOLCI 
BISCOTTI AI CEREALI 
BISCOTTI DOLCI ALLE VERDURE 




L'autrice
Cappello di Meringa è nata e vive tuttora nelle campagne venete, appena ha un po’ di tempo libero lo passa tutto a leggere libri o a pasticciare in cucina (e poi a dare in giro i suoi dolcetti). La sua prima volta ai fornelli è stata alle elementari quando i suoi genitori le hanno insegnato a preparar loro il caffè. Dopo anni a far uscire dal forno torte e pasticcini… alla fine ne è uscito pure un libro!  Va matta per il cioccolato e il mascarpone. 



venerdì 23 giugno 2017

Come inizia...LOLITA

Buon venerdì amabili lettori!!
Come procedono vita e letture? Le mie abbastanza bene. Questo per me è il "classico" periodo dei "classici". Mi attirano come il miele con le api. Me li faccio arrivare da Ibs, me li vado a cercare nei mercatini dell'usato, sbavo sulle vetrine delle librerie...insomma è un momento così!! E in lettura ho appunto un classico! Questo libro, di cui oggi voglio farvi leggere il primo capitoletto, è parecchio frustrante! Sappiamo tutti chi è Lolita, no? Sappiamo tutti che la pedofilia è un reato serio e sempre dovrebbe esserlo stato? E allora perchè questo libro è diventato un cult in tutti i sensi?? 
È frustrante perchè è un libro davvero superlativo ma tratta di un argomento scabroso, in modo poco delicato. Impossibile staccarsi dalle sue pagine. Impossibile non volerlo assaporare lentamente per non arrivare alla fine e rimanere senza di lui. Capite? Sono proprio tra l'incudine e il martello. Odi et amo! E adesso mi fermo qui se no comincio già a recensirlo e io ancora non l'ho finito! E inoltre ci vogliono le parole giuste per parlare di un libro del genere. 









1

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.  
Una sua simile l’aveva preceduta? Ah sì, certo che sì! E in verità non ci sarebbe stata forse nessuna Lolita se un’estate, in un principato sul mare, io non avessi amato una certa iniziale fanciulla. Oh, quando? Tanti anni prima della nascita di Lolita quanti erano quelli che io avevo quell'estate. Potete sempre contare su un assassino per una prosa ornata.
Signori della giuria, il reperto numero uno è ciò che invidiarono i serafini, i malinformati, ingenui serafini dalle nobili ali. Guardate questo groviglio di spine. 



Titolo: Lolita
Autore: Vladimir Nabokov
Pagine: 319
Genere: Romanzo classico/Erotico
Pubblicato nel 1955


Dalle prime righe che sopra vi ho riportato potrete provare un piccolissimo assaggio dell'ossessione che per tutto il libro anima il protagonista verso la piccola Lolita. 
Cosa ne pensate? Lo leggereste se ve ne capitasse l'occasione?


mercoledì 14 giugno 2017

il fascino del gentiluomo | Frederick Wentworth



Buon mercoledì carissimi lettori!
Quello di oggi è un appuntamento davvero particolare, che deve la sua nascita a una blogger, nonché scrittrice, super creativa e sempre, ma proprio sempre, al lavoro😂...
 Susy di I miei magici mondi! Impossibile dire di no a certe idee, soprattutto quando il tema riguarda i personaggi maschili della letteratura classica dell'800. Chi non li ama?? Chi non li avrebbe voluti vedere con i loro cappelli alti e il bastone da passeggio? Chi non avrebbe voluto conversare con loro e farsi corteggiare dalle loro belle maniere? Io sicuramente, infatti è proprio per questo che da sempre mi butto a capofitto in letture austeniane e brontiane, tra le tante. 

Il gentiluomo di cui vi parlerò qui a Gli Alberi è un personaggio atipico, nato dalla penna della grandiosa Jane Austen per il suo ultimo libro, Persuasione, pubblicato postumo dal fratello.



Frederick Wentworth




Un personaggio atipico ho detto prima, perchè?
Persuasione, così come altri romanzi della Austen, l'avevo letto mooooolti anni addietro, diciamo ai tempi del liceo, suppergiù nei primi anni. Nella mia testa c'era quindi un abbozzo di quel che doveva essere Frederick: simile al Conte di Montecristo, prima esiliato poi riportato in auge grazie alla sua nuova posizione sociale; un po' come Mr. Knightley, di Emma, per il suo stare sempre in disparte ma continuamente vigile sulla sua amata. Alla fine l'ho scoperto in perfetta sintonia con Matthew Crawley di Dowtown Abbey  (chi lo conosce può comprendere) 😁

Frederick Wentworth nel romanzo

Frederick Wentworth è un semplice ufficiale di Marina quando Anne, l'eroina, rompe il fidanzamento perchè "persuasa" dalle poche prospettive del loro futuro insieme. Diventato capitano grazie al suo coraggio nella Guerra Napoleonica del 1814, più affascinante e ricco che mai, fa ritorno nella ridente cittadina che l'aveva, 8 anni prima, implicitamente disprezzato per le sue poche sostanze e la sua posizione. Qui diventa lo scapolo più ambito dalle fanciulle, e dai loro padri, ma anche in questo romanzo l'amore trionfa sul denaro e sulle convenzioni del tempo, per fortuna!!

Jane Austen mette per la prima volta in scena un personaggio diverso dai precedenti gentiluomini. Frederick è infatti un "uomo nuovo", un self-made, per dirla in parole povere, un uomo che ha lavorato per arrivare alla sua propizia posizione sociale. Incarna, quindi, perfettamente l'uomo del 19° secolo, colui che non nasceva agiato, ma lo diventava con i suoi sforzi. Per gli aristocratici inglesi dell'800, e non solo, un uomo che aveva una posizione lavorativa non era considerato loro pari, ma un villano arricchito, a cui mai una figlia sarebbe potuta andare in sposa. Frederick è però diverso, nonostante il suo trascorso lavorativo, è diventato ricco grazie al premio in denaro ricevuto per il suo onore in guerra, e per questo ora vive di rendita. Quale miglior partito!!

Nonostante sia orientato verso nuovi principi di esistenza, in puro stile austeniano Frederick ha però mantenuto quelle note qualità che tanto ci piacciono nei gentiluomini: l'eleganza, la galanteria, la delicatezza nei modi, la lealtà e il coraggio. Tutte caratteristiche personali che hanno la capacità di rendere un uomo appetibile sotto molti punti di vista. 

Alla fine, Frederick e Anne hanno il loro personalissimo happy ending. Vincendo il risentimento per essere stato rifiutato, e compreso che solo Anne avrebbe potuto farlo felice, le scrive una lettera d'amore a dir poco struggente. Sentite qua:

Non posso più ascoltare in silenzio. Debbo parlarvi con i mezzi che sono a mia disposizione. Mi straziate l’animo. Sono per metà in agonia e per metà pieno di speranza. Ditemi che non giungo troppo tardi, che sentimenti così preziosi non sono spariti per sempre. Mi offro di nuovo a voi con un cuore ancor più vostro di quando l’avete quasi spezzato, otto anni e mezzo fa. Non osate dire che un uomo dimentica più presto di una donna, che il suo amore ha una fine più prematura. Ho amato soltanto voi. Posso essere stato ingiusto; sono stato debole e risentito, mai incostante, però. Voi sola mi avete fatto venire a Bath. Per voi sola io penso e faccio progetti. Non l’avete notato questo? Possibile che non abbiate compreso i miei desideri? Non avrei atteso neppure questi dieci giorni se avessi potuto conoscere i vostri sentimenti, come penso che dobbiate aver compreso i miei. Non posso quasi scrivere. Ogni istante sento qualche cosa che mi sopraffà. Voi abbassate la voce, ma io so distinguere i toni della vostra voce quando ad altri sfuggirebbero. Creatura troppo buona, troppo eccellente! Voi ci fate giustizia davvero. Voi credete che vi sia vero affetto e costanza fra gli uomini. 


Oddio!! Sverrei se ricevessi una lettera del genere... anche fosse nella mia casella di posta elettronica (vista l'accidia che divora i nostri maschi contemporanei!!).
A una confessione così eclatante l'eroina non può che farsi "persuadere" a sposare l'uomo della sua vita, l'amore che tanto aveva agognato ma a cui gli antagonisti l'avevano fatta rinunciare. 

Frederick Wentworth al cinema

E giungiamo alle curiosità vere e proprie, ovvero chi ha interpretato il fascinoso Frederick nelle trasposizioni cinematografiche?




Abbiamo già conosciuto il bel Rupert Penry-Jones nell'adattamento inglese del 2007, insieme alla co-star Sally Hawkins. Questo film ha ricevuto buone critiche soprattutto per lui, il Capitano Wentworth, che secondo il mio modesto parere è quello che più cattura la bellezza estetica del personaggio del romanzo. Fine ed elegante, ma anche determinato senza alcuna nota aggressiva nello sguardo.




Un po' meno appropriato trovo Ciàran Hinds, che a dispetto del suo aspetto e del suo nome un po' spagnoleggianti, è un attore irlandese hoc. Non so, io l'avrei visto meglio come Heathcliff di Cime tempestose, ma de gustibus. Il film è stato prodotto nel 1995 ed è per molti considerato l'insuperabile trasposizione cinematografica tra tutte le altre. Devo vederlo per crederci!!



Nonostante l'avrei visto bene in un film basato sui romanzi di Dickens, uno a caso Canto di Natale magari nei panni di Bob Cratchit il povero aiutante di Scrooge, nel 1971 Frederick Wentworth era interpretato da lui, Bryan Marshall. Questo adattamento però non fu prodotto come film ma come mini serie TV di 5 episodi. Impossibile trovare un'immagine migliore di questa, la scenografia sembrava quella di Il mio amico Arnold!!




In ultimo abbiamo un'altra mini serie prodotta dalla BBC nel 1960 composta da 4 episodi in tutto. Qui Frederick è stato interpretato da Paul Daneman. Per la cronaca, è un adattamento dimenticato dagli annali della storia cinematografica!! 

Considerazioni finali
Cavolo ho già finito!! 
Bè ho alcune considerazioni da fare ancora, poche eh!
Prima di tutto, Persuasione è un romanzo secondo me un po' bistrattato dalla critica e dai lettori, per romanzi più conosciuti della Austen come Orgoglio e pregiudizio e Ragione e sentimento. Sarà perchè è stato l'ultimo o perchè alcuni pensano che non avendolo pubblicato lei, qualcuno abbia in qualche modo manomesso la narrazione e cose così. Frederick Wentworth però, leggendolo ora da adulta e catturando nuove sfumature, è il miglior personaggio scaturito dalla penna dell'autrice (per me ovviamente). Mi piace il suo essere uomo nuovo che si fonde con un animo da gentiluomo dell'800. 

Ma scrivendo questo post mi è venuta in mente anche un'altra osservazione. Questa nuova rappresentazione del protagonista maschile, cioè di un uomo self-made, diverso da quelli precedenti perchè proiettato verso la nuova classe borghese ma non per questo del tutto slegato da quella precedente, secondo me avrebbe potuto segnare una nuova era per la creazione dei gentiluomini di Jane Austen, se la poverina non fosse morta prematuramente! Forse, vista la sua impetuosa vena creativa, un po' come Susy 😉, aveva già nel cassetto un nuovo prototipo di uomo per le sue eroine! E sicuramente col tempo sarebbero cambiate anche loro! Che ne pensate? Può essere credibile secondo voi?
Purtroppo questa rimane una supposizione punto e basta. Però è stato bello poter conoscere più da vicino un personaggio che forse avevo un po' sottovalutato e rimosso per non so quale motivo!

Grazie mille cara Susy di aver pensato a me per questa tua fantastica carrellata di gentiluomini!! Mi hai dato la possibilità di rileggere un classico che da oggi avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore!! 💜


Per il mio appuntamento è tutto carissimi lettori. Spero che vi sia piaciuto il gentiluomo in questione e di avervi parlato di cose interessanti. Non dimenticatevi dell'appuntamento di domani su Jhon Thorton del libro Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, presentato da Mara sul blog Romance e altri rimedi.
A presto...







lunedì 12 giugno 2017

recensione | LA COMPAGNIA DELLE ANIME FINTE di Wanda Marasco

Buongiorno carissimi lettori onnivori!!
Ho da pochissimo finito un buon libro che poi si è scoperto essere stato nella rosa dei 12 finalisti al Premio strega di quest'anno. Per mia ignoranza non  conoscevo affatto l'autrice, addirittura non l'avevo mai sentita nominare. Invece è una meritevole scrittrice poliedrica che per poco tempo ha saggiato da vicino l'ambito premio letterario (o forse già si conosceva il vincitore!). Bè, sta di fatto che ho fatto una bella scoperta con il libro letto da poco, perchè Wanda Marasco parla nei suoi libri della Napoli sofferente, della miseria, della violenza, senza nessuna possibilità di risalita. Una sorta di Roberto Saviano senza il suo successo mediatico intorno! 
Premetto che ho un debole per storie del genere, che parlano di vita vera e raccontano la drammaticità e lo struggimento dei protagonisti dall'inizio alla fine della loro vita. Quindi siete avvertiti tutti, leggerete un commento positivo😇




La compagnia delle anime finte di Wanda Marasco ✦ pubblicato nell'aprile 2017 
da Neri Pozza ✦ Genere: narrativa italiana/romanzo storico ✦ Pagine: 240 ✦ letto in formato ebook



SINOSSI
Dalla collina di Capodimonte, la «Posillipo povera», Rosa guarda Napoli e parla al corpo di Vincenzina, la madre morta.
Le parla per riparare al guasto che le ha unite oltre il legame di sangue e ha marchiato irrimediabilmente la vita di entrambe.
Immergendosi «nelle viscere di un purgatorio pubblico e privato», Rosa rivive la storia di sua madre: l’infanzia povera in un’arida campagna alle porte della città; l’incontro, tra le macerie del dopoguerra, con Rafele, il suo futuro padre, erede di un casato recluso nella cupa vastità di un grande appartamento in via Duomo; il prestito a usura praticato nel formicolante intrico dei vicoli, dove il rumore dei mercati e della violenza sembra appartenere a un furore cosmico.
È una narrazione di soprusi subìti e inferti, di fragilità e di ferocia. Ed è la messinscena corale di molte altre storie, di «anime finte» che popolano i vicoli e, come attori di un medesimo dramma, entrano sulla ribalta della memoria: Annarella, amica e demone dell’infanzia e dell’adolescenza, Emilia, la ragazzina che «ride a scroscio» e torna un giorno dal bosco con le gambe insanguinate, il maestro Nunziata, utopico e incandescente, Mariomaria, «la creatura che ha dentro di sé una preghiera rovesciata», Iolanda, la sorella «bella e stupetiata»…
«Anime finte» che, nelle profondità ipogee di una città millenaria, sono segnate tutte, come Vincenzina e come la stessa Rosa, da un guasto che attende una riparazione. Riparazione che, nelle pagine finali del libro, giunge inaspettata ad accomunare Rosa e Vincenzina in un medesimo destino. 





Non sapevo cosa aspettarmi da questa lettura. È brutto ammetterlo ora, ma La compagnia delle anime finte è stato un ripiego, una seconda e forse addirittura una terza scelta, non avendo altro da poter scaricare dalla biblio digitale di MLOL!! Ma come al solito, nulla accade per caso ed eccomi qui a raccontarvi di quanto brava sia la Marasco.

Ormai ho capito...adoro i dialetti italiani, in particolare quelli del sud, che sono calorosi, coinvolgenti e impetuosi. E ne La compagnia delle anime finte sono abbondanti le espressioni napoletane più o meno comprensibili, che colorano il romanzo. Nonostante questo, la storia e i suoi personaggi sono gelidi!

Gelido è infatti il racconto di Rosa, una donna di fronte al corpo defunto della madre, che ripercorre con la memoria la vita di Napoli, i suoi abitanti e i suoi fantasmi, nel difficile periodo di ripresa dopo la II Guerra mondiale. Al centro della sua storia c'è Vincenzina, la madre con la quale condivide il destino.

Povera ragazza delle campagne di Villaricca, Vincenzina diventa prima amante poi moglie di Raffaele, un ragioniere di buona famiglia che per viltà la sposa andando contro il parere della famiglia. Diventata madre, sopporta con disincantato stoicismo il tradimento e la morte del marito, la povertà e la miseria, il lavoro di usuraia e l'odio delle persone.

Rosa, a sua volta, ripercorre le orme della madre, sentendosi addosso, fin da bambina, la stessa miseria che da sempre ha accompagnato la sua famiglia materna. 

Se cercate un libro semplice, vi anticipo che è meglio che cerchiate altro. La compagnia delle anime finte è un romanzo in prosa che rivela un anima poetica. Non troverete amore, ma solo una profonda tristezza, desolazione e pessimismo. Non ci sarà nessun tipo di conforto per i personaggi di questa storia, né beatitudine o passione. 

"Le anime finte" sono le persone che si incontrano pagina dopo pagina: tutte loro sono accomunate da una vita sofferente e da un destino avverso. Difficile non commiserarle e non lasciarsi affliggere dalle loro stesse fragilità e paure. 

Mi è piaciuto tutto di questo romanzo: lo stile complesso e fiabesco della Marasco (ottima scoperta); la trama realistica che racconta della vita tormentata, e per questo più autentica; il punto di vista e il posto di primo piano dedicato al lettore. Per me leggerlo è stato come sbirciare, da un punto sopraelevato e sicuro, dentro un mondo condannato all'isolamento e alla disperazione eterna. Ci si sente potenti, ma si ha la costante paura di cadere nel baratro. 
Vi consiglio di provare il brivido!






domenica 11 giugno 2017

WRITERS GENERATION 2.0 | Presentazione Scrittori Emergenti

Buona domenica carissimi!
Nella mia posta elettronica è arrivata pochi giorni fa una richiesta di segnalazione di un libro molto interessante, soprattutto perchè di denuncia verso un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti da sempre, ma che, al contrario di altre tematiche meno importanti, viene dibattuto veramente molto poco. Chissà perchè?! 
Oggi vi voglio quindi segnalare un libro che spero di leggere presto, anche se è difficile leggere di certe verità senza che le budella si contorcano nello stomaco. 



Stupro a pagamento - La verità sulla prostituzione
In Italia, il libro denuncia di Rachel Moran


Titolo: Stupro a pagamento (La verità sulla prostituzione)

Editore: Round Robin Editrice

 Collana: Fuori rotta
Pubblicati l'1 giugno 2017

 Pagine: 390
 Prezzo: € 16



Un’esperienza di violenza, solitudine, sfruttamento e abusi. È la verità sulla prostituzione che Rachel Moran svela, assumendo la sua esperienza a denuncia globale, nel libro Stupro a pagamento. La verità sulla prostituzione, finalmente edito anche in Italia da Round Robin editrice, dal 5 giugno in libreria.

Già definito “la migliore opera mai scritta sulla prostituzione” da Catharine MacKinnon, “personale, profondo e lucido” da Jane Fonda, ed elogiato dall’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, l’opera di Rachel Moran vuole scardinare i falsi miti sulla prostituzione, rompere l’isolamento e diventare denuncia universale.

Costretta a prostituirsi per sette anni, la scrittrice affida a un’intima autobiografia il compito di svelare la realtà dell’industria del sesso e di denunciare il mondo violento e buio della prostituzione. Rachel Moran ha portato la sua testimonianza in diverse sedi internazionali, incluso la United National International Plaza di New York e alla Harvard University di Boston. E’ cofondatrice di SPACE (Survivors of Prostitution-Abuse Calling for Enlightenment) e attivista nella Coalizione Internazionale Contro la Tratta delle Donne e la European Women’s Lobby.

Già tradotto in tedesco, pubblicato negli Stati Uniti, dall’edizione originale Paid for, per l’editore dublinese Gill & Macmillan, Round Robin editrice propone per la prima volta l’edizione in italiano, tradotta da Ilaria Maccaroni, Chiara Carpita e Gabriele Lenzi.



Sinossi
Cresciuta in una famiglia problematica, Rachel vive un’infanzia di povertà ed emarginazione: lei e i fratelli vivono di elemosine e gli abitanti del quartiere li additano come “gli zingari”. Dopo il suicidio del padre, a 14 anni viene affidata ad una casa di accoglienza. La fuga per la libertà si rivela presto una trappola: diventa senzatetto, vive di espedienti, incontra il ragazzo che la spingerà a prostituirsi per sfruttarla. Un’esperienza di violenza, solitudine, sfruttamento e abusi: la sua storia svela il costo emotivo della vendita del proprio corpo, notte dopo notte, per sopravvivere alla perdita dell’innocenza, dell’autostima e del contatto con la realtà. Questo libro è il racconto emozionante e doloroso con cui Rachel ripercorre la propria esperienza, sfatando con precisione analitica i miti sulla prostituzione, mettendo in luce l’intreccio tra discriminazione sessuale e socio-economica di cui si nutre lo sfruttamento disumano dell’industria del sesso. 


L'autrice
Rachel Moran, figlia di un padre affetto da bipolarismo e di una mamma schizofrenica, viene affidata ad una casa d’accoglienza statale trovandosi, a 15 anni, nel baratro oscuro e violento della prostituzione. Impiegherà sette anni per liberarsi da quella vita. Nel 2000 riprende gli studi ottenendo una laurea in Giornalismo e un Master in scrittura creativa. Nella primavera del 2011 prende parola come attivista femminista contro la prostituzione e da allora inizia a girare il mondo tenendo conferenze a livello internazionale sulla prostituzione e la tratta. Collabora con la Coalition Against Trafficking in Women e L’European Women Lobby ed è cofondatrice di SPACE international, associazione di sopravvissute alla prostituzione che lottano perché venga adottato il modello nordico per combattere la tratta e lo sfruttamento sessuale.


Cosa dicono del libro

La migliore opera mai scritta sulla prostituzione. Il risultato è affascinante, trascinante, incontestabile. Scritto in uno stile commovente e acuto che coinvolge e spazza via qualunque argomentazione a favore della prostituzione. Impossibile smettere di leggerlo.
Catherine A. MacKinnon, professoressa di diritto,
Università di Harvard e Università del Michigan

Questo è di sicuro il libro migliore, più personale, profondo e lucido che sia mai stato scritto sulla prostituzione. Una prova inconfutabile del perché non dovrebbe mai essere regolamentata.
Jane Fonda

Le persone che sono impegnate nella lotta allo sfruttamento sessuale potranno prendere forza dall'esempio di Moran, dalla sua capacità di cambiamento e dalla sua tenace difesa della dignità umana.
Jimmy Carter



Cosa ne pensate di questo libro? 
È sicuramente una lettura parecchio impegnativa che necessita di tanto pelo sullo stomaco. Girando in rete non si trovano  recensioni  presentazioni da parte dei blog! Ditemi che ne pensate?
Buona domenica!



sabato 20 maggio 2017

MY READING WEEK ✪14

Buon sabato carissimi lettori!
Lo sapete che siamo in pieno Salone del Libro di Torino, vero? Essì, anche quest'anno ci ha raggiunti e devo dire che sfogliando il programma sembra essere ancora più ricco degli anni scorsi. Sarà perchè compie 30 anni o perchè non vuole cedere il passo alla concorrenza di Milano?? Spero siate tutti d'accordo con me che la "sfida" tra Torino e Milano riguardo al Salone del libro è una grossa Cagata! 
Perchè scontrarsi su un terreno così importante e fertile, invece di collaborare e far crescere questo teatro di cultura, di cui l'Italia può vantare un primato?? Perchè non allargare ancora di più il palcoscenico e dare la possibilità a quanti più italiani possibili di avere un proprio Salone del Libro? Ok, magari un Salone del Libro in ogni Regione, vista la portata di quello di Torino, è un po' eccessivo...immaginiamo solo i costi per smontare, trasportare, rimontare i vari stand! 
Eppure c'è chi ha visto lo zampino del diavolo in questo sdoppiamento di scena per la Fiera del Libro, basta leggere i titoli dei giornali:

Torino, il Salone del Libro ha già vinto la sfida con Milano

Salone del Libro, Torino manda al tappeto Milano 

Torino pronta al Salone del libro. E Milano studia già la formula 2018


Ma vi prego!!! Non bastano tutte le boiate che già ogni giorno ci propinano facendocele passare per notizie! Dobbiamo anche stare al gioco idiota di chi fa passare un evento così importante per la cultura (già precaria in Italia) come fosse uno show tra Belen e il suo ex marito ballerino!?!
Purtroppo, per ora questo è il riassunto del primo anno di Tempo di Libri di Milano. Spero che negli anni a venire il concetto di Salone del Libro si ampli, smettendo di essere considerato una sorta di monopolio di Torino!



Bè a parte la polemica, oggi volevo farvi sapere del libro che sto leggendo questa settimana! Una lettura straordinaria...a me che piace il genere ovviamente!!! Mi è stato regalato per il mio 30° compleanno dal mio love e la scelta è ben riuscita perchè amo stimo moltissimo la persona di cui si parla nel libro...Rita Levi-Montalcini! In pratica sto leggendo la sua autobiografia!



Elogio dell'imperfezione, già dal titolo fa apprezzare la sua autrice, Rita Levi-Montalcini, una donna davvero da ammirare, non solo per il Nobel per la medicina che ricevette nel 1986, ma soprattutto per l'impegno, la determinazione e il coraggio che la contraddistinsero in quanto donna in un periodo in cui ben sappiamo qual era il posto riservato al sesso debole! In questo libro, la scienziata che visse oltre un secolo, racconta della sua infanzia a Torino, il rapporto con il padre e gli eventi che la portarono a intraprendere l'università e poi la ricerca scientifica. Non mancano i rapporti con l'altro sesso e le amicizie con i colleghi di università. Non manca certo il periodo bellico nel quale le leggi razziali colpirono lei e la sua famiglia in quanto ebrei, determinando la loro fuga nel centro Italia sotto falsa identità e il suo impegno come medico/infermiera per la popolazione colpita dai bombardamenti.  



a parte che mi è stato regalato, ho sempre avuto un debole per Rita Levi-Montalcini e volevo conoscerla meglio come persona, visto che quello che ha studiato e scoperto è per me abbastanza incomprensibile!! Una donna che è andata contro corrente, sfidando tradizioni e usanze del tempo, mi riesca dare quella forza e quel coraggio, che ogni tanto mancano, per superare le mie paure e i miei limiti.


se vi piacciono le biografie è un libro davvero interessante che tratta molti temi e un periodo storico parecchio interessante e poliedrico. Inoltre, se come me avete bisogno di uno stimolo, l'autobiografia di Rita Levi-Moltalcini è un esempio di vita, vissuta con impegno e dedizione!





venerdì 19 maggio 2017

recensione | L'AMICO RITROVATO

Buongiorno carissimi lettori,
non immaginate la mia felicità finalmente a recensire un libro dopo un bel po' di tempo!!
Questo, amici miei, è uno di quei romanzi che non si può non amare se lo si ha letto. Forse, è una delle poche letture scolastiche che non pesa, anzi... alla fine si ringrazia pure l'insegnante per la bella scoperta!
Anche io sono stata una di quelle che l'aveva letto durante le vacanze estive, ma leggere mi piaceva già all'epoca quindi rimasi estasiata da questo libricino così misero di parole ma pieno di espressione. 
L'ho riletto perchè trovandolo su una bancarella di un mercatino dell'usato non potevo non prenderlo per arricchire la mia biblioteca (tra l'altro, ora rintanata in grossi scatoloni sotto al letto nuovo di Mondo Convenienza, quelli con il vano contenitore super spazioso!). E sono proprio contenta di averlo comprato! Non mi piace solo perchè tratta di uno dei periodi più interessanti della storia, ma anche perchè racconta una storia di amicizia e di vita particolare, intensa e commovente. Quindi se non l'avete ancora fatto correte a leggerlo. Anche perchè ho spoilerato alla grande in questa recensione. 
Avvertiti😝 




L’amico ritrovato ✦ di Fred Uhlman ✦ Titolo originale: Reunion Traduzione di Mariagiulia Castagnone ✦ Edito da Feltrinelli ✦ nel 2009 ✦ Prima pubblicazione nel 1971 ✦ letto in formato cartaceo





SINOSSI
Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. Questo accade in Germania, nel 1933...




Si pensa sempre che un libricino di poche pagine, leggibile in un paio d'ore al massimo, non possa essere chissà quale importante opera. E invece, nel caso dell'Amico ritrovato bisogna ricredersi. Breve, diretto e intenso, è la storia di un'amicizia particolare tra due ragazzi che è rimasta negli annali della storia letteraria.
Poco più di 1oo pagine mi hanno catturata come molti altri romanzi non sono riusciti a fare.


1932. Hans è un timido ragazzo di 16 anni, che frequenta una scuola per figli di famiglie benestanti. Vive nella Germania pre-nazista ed è ebreo. Un giorno, entra a far parte della sua vita Konradin, un ricco rampollo di una nobile stirpe tedesca, che sembra non avere alcuna intenzione di mischiarsi con gli altri suoi compagni di classe.



Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. 
Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila 
giorni tediosi e senza scopo, che l'assenza della speranza ha reso 
tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei quali morti come 
le foglie secche su un albero inaridito.
Ricordo il giorno e l'ora in cui il mio sguardo si posò per la prima 
volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più 
grande felicità e della mia più totale disperazione.





Dopo tanto mettersi in mostra, Hans riesce a conquistare le attenzioni di Konradin. I due ragazzi diventano inseparabili a scuola, legati dagli stessi interessi, e nell'accogliente casa di Hans, dove i suoi genitori accolgono il ricco ragazzo come fosse uno di famiglia. Ma più il tempo passa e più Hans nota delle ombre nel modo di comportarsi di Konradin, soprattutto perchè l'amico è restio a portarlo a casa sua. 
Non passerà molto tempo che la cruda realtà verrà rivelata. Una sera, in occasione di una rappresentazione teatrale, Konradin evita palesemente di salutare Hans perchè in compagnia dei suoi genitori, forti sostenitori di Hitler e delle sue idee antisemite.

Il rapporto tra i due ragazzi comincia ad incrinarsi, a causa anche dell'introduzione delle nuove leggi razziali che prendono di mira proprio gli ebrei. Intuendo l'imminente pericolo, Hans viene mandato in America per rimanere al sicuro dalle persecuzioni. Prima della sua partenza, Konradin invia una lettera all'amico ebreo nel quale gli ricorda il sincero sentimento di amicizia che lo lega a lui, ma rivelandogli anche la sua adesione alle idee naziste.

Decenni dopo, Hans riceve la richiesta di un contributo da parte della scuola tedesca dove aveva conosciuto Konradin, per poter ricordare gli studenti morti in guerra lottando contro la dittatura nazista. Hans ritrova così l'amico, ucciso dai tedeschi per aver attentato alla vita del Fuhrer.


L'autore Uhlman affronta molti temi importanti nel romanzo: le conseguenze della guerra in corso, le discriminazioni razziali verso gli ebrei, l'amicizia adolescenziale e le differenze sociali. Ma quello che più mi ha colpito è stato conoscere la psicologia del giovane protagonista, soprattutto il suo senso critico verso la società del suo tempo.

L'amico ritrovato è un romanzo breve narrato in prima persona da Hans, il quale si sofferma in modo specifico sugli eventi più drammatici del periodo nazista, tralasciando molti fatti, personali e familiari, che a me personalmente sarebbero interessati. Ma forse è anche questa discreta caratterizzazione di personaggi e ambienti a rendere la storia così suggestiva. Il finale, poi, consacra il libro a capolavoro perchè sorprende il lettore alla sua prima lettura ma riesce a scombussolare anche chi già lo conosce, come me, che ho sentito un nodo allo stomaco leggendo l'ultima riga dell'ultima pagina del libro per la seconda volta nella mia vita.

Nonostante la vicenda triste di un paese in guerra e di un ragazzino esiliato e umiliato, il messaggio di fondo è sicuramente positivo. L'amicizia vera supera qualsiasi barriera. Leggete questo inno all'amicizia, non ve ne pentirete!!



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