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mercoledì 19 luglio 2017

Come inizia...PERSUASIONE

Buona mercoledì readers!
Lo sapevate che ieri ricorreva il duecentenario dalla scomparsa di Jane Austen? Nonostante sia passato così tanto tempo i suoi libri sono più letti e apprezzati che mai. Quanti di noi leggono almeno un libro all'anno dei suoi o cercano un particolare riferimento a uno dei tanti romanzi?
Poco tempo fa, Susy del blog I miei magici mondi, ha organizzato un favoloso blog tour per parlare dei gentiluomini letterari, e cosa ne è venuto fuori? Che la maggior parte di questi erano stati creati proprio dalla penna della Austen. Io stessa ho parlato di un personaggio austeniano che mi ha lasciato molto entusiasta dopo averlo scoperto!
E proprio oggi voglio farvi leggere l'inizio del romanzo che ho davvero tanto apprezzato e che rimarrà per me uno dei libri più belli che zia Jane ci ha lasciato: Persuasione.
Come avevo già scritto nel post dedicato al gentiluomo che mi era stato affidato da Susy, l'ultimo romanzo della Austen non è tanto conosciuto e letto come quelli precedenti, ma vi assicuro che vale davvero la pena conoscerlo più a fondo per innamorarsene.
Di seguito potete leggere parte del primo capitolo fino all'introduzione dell'eroina del libro, Anne.







1.

Sir Walter Elliot, di Kellynch-hall nel Somersetshire, era un uomo che mai, per suo proprio svago, apriva altro libro all'infuori del Baronetage; lì trovava occupazione per un'ora d'ozio e conforto in una d'afflizione; lì il suo spirito si esaltava, colmo di ammirazione e rispetto, nel contemplare le non numerose reliquie delle patenti più antiche; lì ogni sgradevole sensazione prodotta dalle cure domestiche si mutava naturalmente in disprezzo e pietà. Quando poi scorreva le pressoché infinite nomine dell'ultimo secolo, s'imbatteva nella pagina più di ogni altra appassionante, in cui poteva leggere, con interesse che mai veniva meno, la sua propria storia: era questa la pagina alla quale il volume prediletto sempre si apriva:

ELLIOT OF KELLYNCH-HALL

Walter Elliot, nato il 1° marzo 1760 sposò il 15 luglio 1784 Elizabeth, figlia di James Stevenson, Esq., di South Park, nella contea di Gloucester; da tale unione nacquero: Elizabeth, il 1° giugno 1785; Anne, il 9 agosto 1787; un figlio maschio, nato morto, il 5 novembre 1789; Mary, il 20 novembre 1791.

Questo il paragrafo così com'era uscito in origine dalle mani del tipografo; ma Sir Walter l'aveva arricchito aggiungendo, per informazione sua e della famiglia, queste parole dopo la nascita di Mary: Sposata, il 16 dicembre 1810, a Charles, figlio erede di Charles Musgrove, Esq., di Uppercross , nella contea di Somerset, e inserendo con la dovuta precisione il giorno e il mese in cui aveva perduto sua moglie.
Seguiva, poi, nei termini consueti, la storia e l'ascesa dell'antica e rispettabile famiglia: come dapprima si fosse stabilita nel Cheshire, come i suoi membri fossero menzionati da Dugdale per aver ricoperto la carica di high sheriff, rappresentato un  borgo in tre successivi parlamenti, nonché per le dimostrazioni di lealtà e il titolo di baronetto, nel primo anno di regno di Carlo II; più tutte le Mary ed Elizabeth che avevano sposato.
In complesso, due belle pagine in dodicesimo terminanti con lo stemma e il motto: Residenza principale, Kellynch-hall, nella contea di Somerset, e, i nuovo vergata da sir Walter, questa aggiunta finale:
Erede presuntivo, William Walter Elliot, Esq., pronipote del secondo Sir Walter.

La vanità era tutto nel carattere di Sir Walter Elliot, il principio e la fine; e la vanità riguardava la sua persona e la sua posizione sociale. Da giovane era stato più che attraente, e a cinquantaquattro anni era ancora un bell'uomo. Poche donne avevano più cura del loro fascino personale di quanta egli ne avesse del proprio, e nessun valletto al servizio di un lord di recente nomina si compiaceva più di lui del suo status. considerava il dono della bellezza solo inferiore a quello del titolo i baronetto; e Sir Walter Elliot, che univa in sé questi privilegi, era per lui oggetto costante della più ardente devozione e del più sentito rispetto.
E bellezza e rango vantavano almeno un diritto alla sua considerazione, poiché era certo a essi che doveva una moglie infinitamente superiore per carattere a quanto il suo potesse mai meritare. Lady Elliot era stata una donna eccellente, assennata e amabile, il cui discernimento e la cui condotta, se mai meritavano un'attenuante a causa dell'infatuazione giovanile che aveva fatto di lei Lady Elliot, non avevano mai avuto in seguito bisogno d'indulgenza di sorta. Per 17 anni aveva assecondato, o smussato, o nascosto le pecche del marito, aveva stimolato in lui il senso della vera responsabilità; e benché non fosse ella stessa la più felice creatura di questo mondo, aveva trovato nei suoi doveri, nelle amicizie, nelle figliole, ragioni sufficienti per attaccarsi alla vita, per non guardare con indifferenza al momento in cui fu chiamata a separarsi da loro. Lasciare tre ragazze (le due maggiori rispettivamente di sedici e quattordici anni) era questo per la madre un angoscioso legato, e ancora più angosciosa era la responsabilità di affidarle alla guida e all'autorità di un padre sciocco e vanesio. Aveva tuttavia un'intima amica, donna assennata e stimabile che, tanto era l'affetto che le legava, era venuta a stabilirsi lì vicino, nel villaggio di Kellynch; e sulla gentilezza di lei, sui suoi consigli, Lady Elliot contava soprattutto per un valido aiuto e sostegno dei buoni principi e dei precetti che con così ansiosa cura aveva impartito alle figlie.
Questa amica e Sir Walter non si sposarono, nonostante tutte le previsioni fatte in proposito da amici e conoscenti. Erano passati tredici anni dalla morte di Lady Elliot, e i due erano ancora buoni vicini e intimi amici: vedovo lui, vedova lei.
Il fatto che Lady Russel, equilibrata per età e carattere, nonché provvista  di ampi beni di fortuna, non pensasse affatto a un secondo matrimonio è perfettamente giustificabile agli occhi dei lettori, che tendono in genere ad essere irragionevoli insoddisfatti non quando una donna si risposa ma quando non si risposa; ma l'altro fatto - che Sir Walter continuasse a vivere da solo - richiede qualche spiegazione. Ebbene, diciamo subito che Sir Walter, da padre eccellente qual era (aveva conosciuto un paio di segrete delusioni in occasione di certe avventate domande di matrimonio), si vantava di restare solo e vedovo per amore della figlia diletta. E per una figlia, la maggiore, avrebbe davvero rinunciato a tutto, anche se le tentazioni a far ciò non erano poi state molte. A sedici anni, Elizabeth aveva preso il posto della madre, ereditandone nella massima misura possibile diritti e dignità, e poiché era dotata di una vistosa bellezza ed era molto somigliante a Sir Walter, aveva sempre avuto su di lui grande influenza e i loro rapporti erano stati dei più felici. Le altre due figlie contavano molto meno. Mary aveva acquistato una certa artificiale importanza dopo il suo matrimonio con Charles Musgrove; ma Anne, la cui raffinata intelligenza e la cui indole dolcissima avrebbero dovuto essere altamente apprezzate da ogni persona capace di vero discernimento, era, per il padre e per la sorella, una nullità; la sua parola non aveva peso alcuno, ogni sua esigenza doveva cedere di fronte a quella altrui: era solo Anne.


Titolo: Persuasione
Autore: Jane Austen
Pagine: 261
Genere: Romanzo classico d'amore
Pubblicato nel 1818 (postumo)



Persone superficiali e una povera protagonista principale relegata in un angolo come Cenerentola: questo il principio di un libro che vi consiglio vivamente di leggere o di riprendere se la lettura è non è recente. 
È 200 anni che Jane Austen non scrive ed è proprio il caso di dire:
Jane ci manchi molto!




lunedì 17 luglio 2017

recensione | L'isola di Alice

Buongiornoooooo lettori del lunedì mattina!!!
Cavoli ero da un po' che non scrivevo ma vi assicuro che con questo caldo ho perso tutta la voglia di fare qualsiasi cosa al di fuori delle normali faccende quotidiane!! Oggi si sta proprio bene invece e spero che anche voi stiate bene e che la voglia di leggere vi accompagni sempre. Io devo dire che non riesco proprio a trovare un passatempo migliore della lettura. Se fa caldo, se fa freddo, se stai male o se te le hanno fatte girare...un libro è sempre quel che ci vuole!

Il romanzo che vi recensisco oggi è stata una lettura SURPRISE, nel senso che non mi aspettavo di imbattermi in un libro tanto bello senza che me accorgessi! La scelta dell'Isola di Alice è avvenuta senza particolare attenzione alla cover, che è abbastanza anonima e ancora adesso che scrivo non so esattamente come sia (!!), alla trama, a cui ho dato un'occhiata veloce ma in realtà non mi ricordo di averlo fatto, e ad altre caratteristiche che di solito mi colpiscono molto di più.
Sono andata alla ceca insomma. Mi serviva un ebook da leggere e il fatto che ci fosse il termine "isola" nel titolo mi è bastato!! Va a capire la mente umana!
Già dalle prime pagine mi sono entusiasmata e ho seguito la storia letteralmente col fiato sospeso! È stato il classico amore a prima lettura! Vediamo se dalla mia recensione può piacere anche a voi!




L'isola di alice ✦ di Daniel Sanchez Arévalo ✦ traduzione di P. Spinato ✦ edito da Editrice Nord ✦ a febbraio 2017 ✦ Pagine: 496 Genere: Narrativa contemporanea ✦ letto in formato ebook



 

  SINOSSI
Un minuto dopo la mezzanotte, il mondo di Alice va in frantumi. Un attimo prima lei era a casa, serena, in attesa che Chris tornasse da Yale, dove si era recato per un importante incontro di lavoro. Un attimo dopo il telefono squilla e una voce gentile le annuncia che suo marito è morto in un incidente d’auto. E, all’improvviso, Alice si ritrova sola con una figlia di sei anni e un’altra in arrivo. A poco a poco, però, un’altra informazione si fa strada fra il dolore e lo sconcerto: quella voce gentile ha detto che la macchina di Chris non era nei pressi di Yale, bensì da tutt’altra parte, sulla strada che porta a Robin Island, un’isoletta vicino a Nantucket. Perché Chris le ha mentito? Cos’altro le ha tenuto nascosto? Possibile che il loro matrimonio fosse una menzogna? Alice ha bisogno di risposte e sa di poterle trovare solo su Robin Island. Quindi abbandona tutto, si trasferisce sull’isola e comincia a indagare. Ma ben presto si renderà conto che, in quella piccola comunità, tutti hanno dei segreti e che le bugie sono come massi che la stanno trascinando in un abisso di ambiguità e tradimenti. Un abisso in cui Alice rischia di annegare…







Alice, con una bambina di 6 anni, Olivia, e un'altra in arrivo, rimane vedova di suo marito Chris, che in una notte qualunque, di ritorno da un viaggio di lavoro, muore improvvisamente colpito da un malore accidentale. La famiglia ne rimane sconvolta: la piccola Olivia attraversa le tristi fasi che accompagnano spesso i bambini durante la rielaborazione della perdita di un genitore, e Alice non si capacita di esser rimasta sola poco prima che la loro vita perfetta, personale e di coppia, ricevesse in dono anche il loro ultimo desiderio di veder nascere una 2° figlia.

Eppure, fin da subito, capiamo che la perfezione a cui Alice si aggrappa, seppur in una famiglia apparentemente perfetta, non esiste. La domanda che la assilla infatti non è perchè suo marito sia morto, ma perchè sia morto in un luogo parecchio lontano da dove diceva di essere in quel momento.

Attraverso le telecamere di sorveglianza di quella notte e l'aiuto di qualche anima compassionevole, Alice scopre che il segreto di suo marito si trova su un'isoletta felice, popolata da poche persone che accompagnano i figli a scuola con l'idrovolante e girano per l'isola con vetture elettriche: Robin Island, anche nota per essere L'isola delle mamme, o l'isola governata dalle donne.

L'atmosfera di Robin Island è idillica e sia Alice che Olivia si trovano presto inglobate nella giovialità e nell'affabilità dei suoi cittadini. Ma Alice è più convinta che mai di voler scoprire chi di loro conosceva Chris e quali segreti nasconde l'isola.

Con tecnologia, arguzia e creatività, Alice entra di nascosto nelle case, nei discorsi, nei problemi della gente del posto, affezionandosi un po' alla volta alle loro stramberie e trovando, alla fine, la risposta alle sue domande!

Si viene quindi catapultati su più storie parallele anche se di non uguale importanza: quella di Alice è sicuramente la principale, ma è anche interessante conoscere più da vicino le paure della piccola Olivia, che sviluppa tutta una serie di ossessioni compulsive in risposta all'assenza del padre.
C'è poi il bello e milionario dell'isola, che nasconde la sua vera natura dietro quella della logorroica e alcolizzata sorella. La mite Jennifer, che mantiene in vita il marito in coma irreversibile pur progettando in assoluto segreto un'altra vita. E Mark, che fin da subito sviluppa un particolare legame con Alice in grado di tenere a galla il suo matrimonio con Julia.

L'autore riesce a trovare il posto giusto per ciascuno di essi, regalando al lettore tante vite su cui riflettere. Difficile immaginarsi scene e personaggi diversi da loro. Tutto si incastra più o meno perfettamente e non si può fare a meno che sentirsi parte dell'isola e della vita dei suoi abitanti che pagina dopo pagina si conoscono così bene fin nei loro più torridi segreti.

Lo stile di Arévalo è molto scorrevole e sa esprimere bene le situazioni e le emozioni dei personaggi: cosa importante per capirli ed entrare in empatia. Infatti, della maggior parte di loro riusciamo a giustificare azioni e reazioni, anche se non propriamente positive.

Leggendo L'isola di Alice, mi sono trovata coinvolta in una caccia al tesoro (segreto) dal finale, a mio parere, imprevedibile. L'isola rappresenta, per buona parte del libro, un luogo bello ma con un'anima oscura per via dei personaggi che la abitano e che ci immaginiamo depositari di chissà quali segreti! In realtà, l'isola si scopre essere un luogo di rinascita, non solo per Alice ma anche per tutti gli altri personaggi, incluso Chris.


Su cosa avrei da ridire?
In generale su niente. Il personaggio di Alice è di grosso spessore nella storia e questo basta a tenere il lettore con la mente sempre impegnata su di lei. Quindi non è così facile accorgersi di eventuali falle nella narrazione. Certo, il modo di agire della protagonista, alcune volte ha del fantasioso. Il suo modo di spiare gli isolani, per esempio, potrebbe fare concorrenza a Mission Impossible!! Ma l'ho trovata comunque una storia interessante e originale.

A un certo punto della storia, diciamo a metà, ho notato che l'autore continuava ad essere un po' prolisso e ad allungare le pagine. Una caratteristica che non è mai piacevole incontrare nei libri, perchè sembra abbia come scopo solo quello di renderlo più lungo, senza dargli nulla di più. Magari non era questo che voleva fare Arévalo ma quelle 100 pagine in più si fanno un po' sentire!


In conclusione, ve lo consiglio caldamente. Non è chiaro che tipo di genere sia, mescola infatti più elementi, come il giallo, il romanzo psicologico e anche un po' il thriller. Ma se devo essere sincera io l'ho letto come fosse una storia d'amore drammatica (se avete capito siete proprio bravi!).
Non è un libro semplice tanto per passare il tempo, ma uno di quelli che quando vi prendono non vi mollano più, quindi ideale da leggere in vacanza!
A proposito...ma come va la vostra estate?? Vacanze o non vacanze? Io come sempre andrò a settembre! Inutile dire che sembra, per ora, un miraggio assai lontano :)







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